Elmar e Michaela Zadra. Chi siamo.

Domande frequenti

 

Erica: perché è così difficile trovare il punto g?

Susanna: E' diverso dal piacere del clitoride? Quale posizione aiuta a trovarlo?

Betty: Vorrei godere anche senza arrivare all’orgasmo.

Adel: La mia compagna non conosce l’orgasmo vaginale.

Fili: Vorrei procurare alla mia ragazza un orgasmo vaginale

Massimo: Mi interessa il punto G

Wynona: Come posso sperimentare il punto G da sola?

Gianna: il punto G dà anche piacere spirituale?

Delfina: Ho delle “perdite” quando faccio l’amore

Rossa: Sto eiaculando?

Gabri: Sono incinta, posso essere stimolate lo stesso al punto G?

 

 

Erica: perché è così difficile trovare il punto g?


Erica: Ho tentato varie volte con l'aiuto del mio compagno a trovare il punto G, ma non lo trovo. Perché è così difficile?

Michaela: Cara Erica, non è difficile per tutte le donne, ma per quelle che non lo trovano ci sono due ragioni: la prima è che non si trova, come si legge spesso, a 5 cm dall'entrata vaginale, ma può essere a varie profondità. Qualche donna lo ha subito dietro l'osso pubico, altre lo hanno più internamente, vicino al collo dell'utero.
La seconda ragione è che la sua stimolazione non è sempre e subito piacevole, per molte donne è addirittura fastidiosa, perciò involontariamente fanno dei movimenti per evitarne il contatto.

Susanna: E' diverso dal piacere del clitoride? Quale posizione aiuta a trovarlo?


Susanna: Ho due domande riferite al punto G: Il piacere che da è uguale al piacere che si prova stimolando il clitoride? Ci sono particolari posizioni da mantenere per trovarlo?

Michaela: Cara Susanna, il piacere del punto G non è uguale a quello del clitoride. La maggior parte delle donne dicono che il piacere del primo è più diffuso, inondante e interno, il piacere del secondo è più concentrato, acuto e esplosivo.
Anche sulle posizioni non c'è un accordo. Dipende dalla locazione del punto G all'interno della vagina. Se è subito dietro l'ingresso, il pene dell'uomo lo tocca in un angolo molto rivolto verso l'alto, se è più all'interno, serve un angolo più piatto. Per la maggior parte delle donne, le posizioni più favorevoli sono "a tergo" o come si dice comunemente "alla pecorina" e la posizione della forbice. In entrambe le posizioni la donna può regolare l'angolatura ruotando il bacino e l'uomo posizionandosi nell'angolo giusto rispetto alla donna, senza che questo diventi faticoso.

Betty: Vorrei godere anche senza arrivare all’orgasmo.


Betty: Avrei veramente tantissime domande sui corsi, sulla meditazione e tutto il resto. Credo che prima leggerò il vostro libro sul punto G.
La cosa che mi ha colpita di più è il discorso sulla ritenzione dell'eiaculazione. Forse è una domanda stupida e dettata dal fatto che prima di ora non ne avevo sentito parlare, ma mi chiedo se la stessa cosa può valere per una donna! Nel senso di provare un intenso piacere e di essere contenta e soddisfatta senza individuare un momento preciso e finito di un orgasmo.
Ho letto a proposito che la bellezza di tutto non sta nell'arrivare alla fine ma nel godersi il viaggio. A queste parole la mia mente si è illuminata di gioia, perché è esattamente quello che provo ed è quello che intendo! Io adoro fare l'amore, non arrivare alla fine... Mi chiedo se ha senso o se sono io ad avere una chiusura verso il mio stesso orgasmo!

Elmar: Cara Betty. Sono due piaceri diversi: uno è quello di arrivare all'orgasmo inteso come esplosione energetica per godersi sia il culmine come il senso di liberazione dopo.
L'altro è il piacere di lasciar fremere l'eccitazione di plateau per ore nel proprio corpo, e di espanderlo in tutta te stessa e in tutte le cose che fai. Questo secondo è uno che andiamo a sperimentare durante una prolungata stimolazione del punto G, che ci lascia con un incredibile senso di espansione. Il godersi il viaggio è indicato per entrambi i modi, anche per il primo. Perché perdersi la bellezza del viaggio nel concentrarsi troppo sull'arrivo? Notiamo che nella letteratura tantrica si discute troppo sul "tipo più giusto" di piacere. Noi siamo del parere che, chi è interessato nell'argomento, sperimenti tutti i piaceri che ci sono, per decidere quale forma di piacere vorrebbe coltivare nella sua vita. Buona lettura e buone prove!

Adel: La mia compagna non conosce l’orgasmo vaginale.


Adel: Cari Elmar e Michaela, anche se quando facciamo l'amore c'è una buona armonia delle energie, la mia compagna non prova mai l'orgasmo vaginale (non l'ha mai provato in tutta la sua vita, anche con i suoi precedenti partner). Intuisco che la sua non è una assenza dettata da un fatto biologico, ma una qualche forma di blocco. Vorrei saperne di più sull'argomento, e sui primi passi da compiere per andarle incontro e poterla aiutare, per quello che mi compete.

Elmar: Caro Adel, più della metà delle donne non prova l'orgasmo vaginale. E’ assai normale. Se l'orgasmo clitorideo non è un problema e lei ci arriva facilmente, avete già una buona base di partenza. Se lei vuole godere di più, trovi una guida esatta all'orgasmo interiore nel nostro libro "Il punto G", che spiega come arrivare a un orgasmo situato nella vagina e non nel clitoride. Se vuole imparare a lasciarsi più andare in generale, si presta un corso come "Ardore nel cuore

Fili: Vorrei procurare alla mia ragazza un orgasmo vaginale

Fili: Da più di quattro anni sto con una ragazza meravigliosa che probabilmente presto sposerò, ci amiamo ma c'è una piccola macchia nel nostro rapporto: lei non raggiunge mai l'orgasmo con la penetrazione. Ci arriviamo solo attraverso la stimolazione manuale o orale, che comunque non è niente male lo stesso. Questo "problema" non si è verificato solo con me ma anche con i suoi precedenti ragazzi. In pratica non ha mai raggiunto l'orgasmo in quel modo.
Ecco come regalo di nozze vorrei poterle far provare quanto bello sia raggiungere l'orgasmo anche attraverso la penetrazione (senza voler sminuire gli altri modi). Mi chiedevo quindi se ai vostri corsi potrei imparare una tecnica per portarla all’orgasmo vaginale.

Elmar: Caro Filippo, se vuoi passare nozze felici, scordati questo regalo.
Ci sono donne che non arrivano all'orgasmo senza stimolazione manuale, e sono la maggioranza, per questioni anatomici. La distanza del clitoride dall'ingresso vaginale non permette una stimolazione diretta durante l’atto sessuale. Trovi una descrizione precisa nel nostro libro "Tantra" a pagina 132.
Se lei volesse sperimentare altre forme di orgasmo, ben venga, però dovrete venire a un corso insieme, perché alla fin dei conti l'orgasmo femminile è suo e non tuo. Non sei tu che glielo procuri, anche se molti uomini la pensano così. Forse ti ho deluso un po', è per risparmiarti una continua frustrazione con questa "macchia", come la chiami. E' del tutto naturale.
Se cerchi una tecnica per aiutarla a provare un orgasmo nella vagina, le puoi fare il massaggio al punto G. Ma preparati a delle sorprese. Anche questo tipo di piacere non corrisponde a ciò che gli uomini si immaginano come orgasmo vaginale. Buone prove!

Fili: Innanzi tutto grazie per la risposta che non credevo così sollecita e poi nessuna delusione anzi, con poche parole infondo mi hai sollevato dalla preoccupazione atavica dell'uomo di dover "dare" piacere alla donna. A parte gli scherzi noi siamo molto felici anche così, eppure qualche piacere in più non avrebbe certo guastato. Per quanto riguarda il massaggio al punto G, ho parlato con lei e lo faremo presto.

Massimo: Mi interessa il punto G


Massimo: Ho visto un sito americano sul punto G. Lo insegnate anche voi?

Michaela: Si, insegniamo sia a trovarlo che a stimolarlo, ma soprattutto, a integrare tutta la marea di sensazioni e di stati d'animo che accompagnano questa esplorazione. Al contrario degli istituti americani che spesso lo insegnano in una seduta, durante il corso "La sessualità consapevole" dedichiamo molto più tempo alla scoperta del punto G, che somiglia meno a una "tecnica sessuale", ma a un calarsi nel fondo dell'anima femminile.

Wynona: Come posso sperimentare il punto G da sola?


Wynona: Ho 42 anni, sono sposata, ma ho una relazione extraconiugale con un uomo più giovane di me di qualche anno di cui sono innamorata. Non ho particolari problemi con mio marito, ma con l’amante sono molto più coinvolta anche sessualmente, cosa che nella mia vita non mi era mai successa. L'unica cosa è che non abbiamo molto tempo per noi, visto che anche lui ha famiglia. Ho letto il vostro libro “Il punto G” e mi sembra di capire che avere tempo è elemento essenziale per riuscire a mettere in pratica i vostri consigli. C'è una soluzione a questo, oppure posso provare a sperimentare da sola? Dal libro non sono riuscita a capire bene questa seconda ipotesi.

Michaela: Cara Wynona, se hai poco tempo con l'amante, puoi farlo con lui in modo più veloce: mezz'ora o 1 ora anzicché le 3 ore, oppure esplorare il puntoi G con calma insieme al marito. Se vuoi provare da sola, vai pure. Prova se ci arrivi con uno o due dita. Non tutte le donne ci arrivano. Oppure usa un vibratore piegato (per punto G) che abbia una lunghezza di circa 5 cm tra la curva e la punta. Se il tuo punto G fosse poco sensibile al piacere, trovi su pagina 161 un "programma" che comunque devi fare da sola per svegliare il punto G e per sperimentare la gamma di piacere che ti offre. Se avessi problemi, mi puoi chiamare per telefono.

Gianna: il punto G dà anche piacere spirituale?

Gianna: buongiorno, ho dato un'occhiata al vostro sito e ho visto le domande sul punto G, così ho deciso di scrivervi. Mi sono sempre interessata su questo argomento, so dell'esistenza del punto G ma purtroppo non ho ancora avuto l'occasione di trovarlo. Sapete, ci vorrebbe anche il partner giusto! Comunque vorrei sapere: la scoperta del punto G dà solo piacere fisico o si raggiunge anche un piacere spirituale?

Michaela: Cara Gianna, il miglior modo per saperlo è quello di provare. Non è identico per tutte le donne. Alcune conoscono il punto G da sentito dire, ma se ne fregano, stanno bene così e non vogliono scoprire qualcos'altro della loro sessualità. Altre si stimolano o si lasciano stimolare al punto G, perché le da un appagamento fisico più completo. Altre ancora amano una lunga stimolazione del punto G, perché le porta in stati di coscienza simili a quelli che si raggiungono con la meditazione o con alcune droghe allucinogene. In breve: puoi usare il punto G in un percorso spirituale, ma non devi. Ti auguro dei bei momenti!

Delfina: Ho delle “perdite” quando faccio l’amore

Delfina: Ho 22 anni e da 4 anni sono in una relazione con il mio ragazzo, ma non so se ho mai raggiunto un orgasmo. Quando facciamo l'amore a volte ho delle perdite, ma emotivamente non provo quel piacere immenso; mentre quando mi masturbo e mi tocco il clitoride sento come un brivido che parte dall'interno coscia fino alla vagina, mi si contraggono tutti i muscoli del pube e il clitoride diventa sensibilissimo ma non ho nessuna perdita! Ho sentito dire che quando si raggiunge un orgasmo si ha una perdita, vorrei sapere qualcosa di più particolare sull'orgasmo femminile e come si manifesta! Spero che mi rispondiate, grazie.

Michaela: Cara Delfina, se per perdita intendi una fuoriuscita di un liquido trasparente con un odore diverso dal lubrificante vaginale, è tutto a posto. Sembra che durante l'atto sessuale con il tuo ragazzo si stimola il punto G che provoca questa "perdita", mentre masturbandoti non lo stimoli, e allora non c'è. Toccandoti il clitoride arrivi all'orgasmo, ma senza "perdita", perché quello clitorideo non provoca questa "perdita". Sono due eventi diversi e la gran parte delle donne le vive così. E' tutto normale.
Se vuoi giocare con i tuoi orgasmi puoi fare due esperimenti:
1. Quando ti masturbi, prova a toccare anche il punto G con la mano libera, oppure se non ci arrivi con il dito, con un vibratore.
2. Quando fai l'amore e il pene del tuo ragazzo stimola il punto G, toccarti il clitoride con la mano. In questo modo puoi arrivare a una combinazione delle due sensazioni: "perdita" e orgasmo.
Buoni esperimenti!
Sul nostro libro "Il punto G"sono descritti dettagliatamente questi aspetti dell'orgasmo femminile.

Rossa: Sto eiaculando?

Rossa: Salve, quello che ho io credo possa essere definito un buon rapporto di coppia sia a livello sentimentale che a livello sessuale. Fino a qualche anno fa non sapevo cosa fosse un orgasmo, pur essendo arrivata alla veneranda età di 32 anni, ma con il mio nuovo compagno credo di aver trovato quella felicità sessuale alle quale ognuno di noi aspira. In coincidenza con l'inizio di questa mia "felicità" ho iniziato ad avere anche delle abbondantissime perdite ogni qual volta sono al massimo del piacere e questo succede più volte durante il rapporto. Inizialmente mi sono anche preoccupata e vergognata, o anche pensato di aver fatto pipì, poi ho realizzato che invece era un fenomeno che accadeva ogni volta che sentivo prima i miei muscoli vaginali contrarsi e  poi nel momento che si rilassavano c'era questa per me enorme fuoriuscita di liquidi. Anche il mio compagno asserisce che queste perdite sono più abbondanti della norma. Che spiegazione potete darmi al riguardo?

Michaela: Cara Rossa, si chiama "eiaculazione femminile", è una cosa normale, ce l'ha circa un terzo di tutte le donne. Nel nostro libro "Il punto G" abbiamo dedicato un intero capitolo a questo fenomeno. Spero che ti sia utile.

Rossa: Cara Michaela, grazie per la tua risposta, sino ad ora tutte le donne con le quali avevo parlato di quella che tu mi hai definito eiaculazione femminile, mi avevano sempre detto che era una cosa anomala, tanto che quasi me ne vergognavo. Io ho letto molti libri di Osho, mi entusiasmavano, mi sentivo diversa mentre li leggevo, ma poi chiuso il libro, pur provando a seguire le sue indicazioni per iniziare un delle meditazioni non sono mai riuscita ad arrivare a nulla, provando solo una grande delusione. Arrivare a questa consapevolezza di se stessi di cui sia lui che voi parlate mi rimane qualcosa d'inarrivabile. Ho provato a lungo e poi ho rinunciato. Mi sono avvicinata, come un po' tutti credo, a questa disciplina per ciò che avevo sentito dire sull'amore tantrico. Mi affascina l'idea di perdermi nel fare l'amore con il mio uomo che amo tanto e che so che fa di tutto per darmi la massima felicità durante l'atto sessuale. E ci riesce pure, però non riesco  quasi mai a far rilassare la mente! A far sì che sia lei a seguire il mio corpo e non viceversa; rimane sempre vigile, spettatrice, mentre io vorrei tanto provare con la testa ciò che provo con il mio corpo, lasciarmi andare. Non so se sono riuscita a spiegarmi, so solo che proprio perché amo il mio uomo vorrei avere e dare molto di più durante l'atto d'amore. Mi piacciono le nostre unioni, mi danno tanto amore e mi mettono tanta allegria dentro, mi sembra che il cuore mi diventi più grande al solo pensare di fare l'amore con lui. Forse sono un po’ folle, o forse è proprio per questa nostra comunione  che vorrei potessimo andare "oltre" dove neanche io so.

Michaela: Cara Rossa, ti posso dire da propria esperienza, che tutto questo è fattibile. Non sono illuminata come Osho, ma all'estasi ognuno che lavora su se stesso, ci può arrivare. Questo cammino non dipende solo dalla buona volontà, è anche una questione di pratica e di continuità. Non a caso il nostro training che ha questo obiettivo, di arrivare a uno stato di coscienza sottile accompagnato da una mente libera dura 51 giorni, come vedi nel programma.
Ma se intanto vuoi già iniziare, puoi metterti un grande asciugamano sul letto e la prossima volta che fate l’amore provare a lasciarti completamente andare. Successivamente annusa il liquido. Scommetto che non sa di urina. Un abbraccio e belle eiaculazioni!

Gabri: Sono incinta, posso essere stimolate lo stesso al punto G?


Gio e Gabri: Siamo una coppia che dopo aver letto il vostro libro 'Il punto G ' siamo rimasti colpiti per la professionalità e il cuore con cui è stato scritto e per l'energia che ci ha trasmesso. In riferimento al massaggio al punto G descritto nel libro vi volevamo chiedere se può essere indicato dal momento che Gabri è al settimo mese di gravidanza. O se ritenete opportuno consigliarci varianti o alternative.

Michaela: Ciao Gio e Gabri, abbiamo visto donne farlo anche all'ottavo mese di gravidanza, ma va fatto con cautela, perché un'eccessiva stimolazione potrebbe in certi casi sollecitare le contrazioni. Ciò dipende molto dalla costituzione e dal carattere corporeo, che che in questa maniera non riusciamo a giudicare.
Per rimanere sul sicuro, potete procedere così:
La prima parte va benissimo, massaggiare la vagina aprendola in tutte le direzioni la aiuta a rilassarsi, che va benissimo per il parto in prospettiva.
La stimolazione del punto G la terrei molto breve, dare un assaggio, giusto per avere la certezza di averlo trovato, sentire le prime sensazioni tipiche, ma non di più. Aspettate qualche mese e dopo il parto potete rifarlo poi per bene.

Gio e Gabri: L’abbiamo provato ed è andato benissimo. Hmmmm, che piacere.

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