Elmar e Michaela Zadra. Chi siamo.

Donne raccontano


Elena

Provo un piacere diverso dal solito orgasmo, più sottile eppure più pieno, perché sento coinvolto anche il basso ventre e non solo i genitali, un piacere continuo che avverto mentre vengo accarezzata. A volte per qualche secondo mi sembra addirittura di perdere conoscenza, inoltre aumenta moltissimo la lubrificazione vaginale. Le emozioni che scaturiscono dalla pressione costante sono ben diverse da quelle provate in un rapporto.

Rosanna

Per me è stato nuovo il poter reggere l’insostenibile. La varietà incredibile di esperienze e la velocità dei cambiamenti di paesaggio, il non fare. Il viaggio fantastico vissuto, le emozioni provate, gli stati d’animo così alternanti, l’infinito palpabile, il diventare fluida come l’acqua, l’espandersi nel corpo. Godevo del tempo, di tutto quel tempo dedicato a me!

Eva

Durante il massaggio era come se stessi sprofondando in un tunnel buio dove non arrivavo mai fino in fondo. Poi la scoperta del mio silenzio interiore, del mio spazio più profondo e intimo.

Paola

Quando il mio partner con un dito mi accarezzava in quella zona dietro l’osso pubico, percepivo subito la differenza. Qui non provavo quelle tensioni che prima avvertivo in altri punti della vagina, in particolare alle ore 8 e 9, ma sentivo arrivare dei bruciori assolutamente specifici. Le sensazioni qui erano molto più intense rispetto a quanto provavo nelle pareti vaginali, sino a sfiorare il dolore. Successivamente cambiavano e diventavano altrettanto piacevoli, partendo da ripetute onde di piacere e bruciore. Il punto G si trasformava allora in un centro esplosivo da cui irradiavano tutte le sensazioni, mentre le onde di godimento gradualmente diventano sempre più alte fino a proseguire a un livello costante per molto tempo, per poi rialzarsi e si riabbassarsi di nuovo.

Francesca

Nel punto G percepivo la classica voglia di fare la pipì come tutte le mie amiche, poi delle scariche elettriche quasi insostenibili, e le mani intorpidite. Dopo un periodo di stasi (il grande nulla) subentrava un calore sensuale, sentivo di essere donna, avvertivo una sensazione di follia nelle gambe e un trasporto fino all’apertura totale, con il senso di avere una vagina molto larga e aperta. Era un orgasmo più lieve di quello che in genere sento al clitoride, ma molto più lungo, rullante, circolare come la vibrazione di un violoncello che mi suonasse nella mia pancia. Un’onda fluiva verso le gambe, un’altra si ripercuoteva verso l’alto inondando il collo e il viso e facendomi venire i brividi. E altre ondate salivano poi dal basso alla testa, fino a farmela vibrare da dentro.

Sergio (compagno di Francesca)

Dopo alcuni minuti di pressioni al punto G iniziai a pensare che non ce l’avrei mai fatta, ero proprio stanco. Poi mi ricordai del respiro e tutto cambiò: una corrente calda prese a fluirmi dal braccio verso il dito direttamente nel punto G della mia compagna. Da quel momento in poi riuscii anche a sentire quello che partiva da lei per arrivare a me: un’onda avvolgente mi scuoteva e mi coinvolgeva tutto, le sue emozioni mi nutrivano e il mio corpo si addolciva. E io le ridavo tutti questi doni attraverso il dito. Si era creato un circuito tra di noi, un dare e ricevere di piacere e di tenerezza.

Silvia

Al punto G mi arrivavano delle scariche elettriche, dei brividi accompagnati da sensazioni di calore. Purtroppo la stimolazione si interrompeva spesso, perché io e il mio compagno perdevamo il contatto con il punto preciso. Quando c’era, percepivo un grande piacere nella bocca e nel viso, che pulsava con lo stesso ritmo della vagina.

 

Loretta

E’ stata una tortura fino quasi alla fine: bruciore, fitte, torpore alle mani, correnti elettriche che partivano dal punto G per arrivare fino alla gola, un calore dappertutto, ogni sciocchezza mi irritava ed ero arrabbiata con mio marito; mi sembrava che facesse apposta di irritarmi, non andava bene nulla. Poi mi dimenavo e perdevo di nuovo il punto… Soltanto verso la fine ho avvertito che nel profondo di me qualcosa si rilassava.

Sandra

Toccare il punto G mi aveva suscitato un modesto fastidio iniziale, la sensazione di essere tirata verso il basso. C’era anche un leggero battito di tamburo che viaggiava nella vagina per conto suo, del tutto indipendente dal ritmo della stimolazione. Poi è iniziata una serie di piccole contrazioni all’utero che presto sono sfociate in un’esplosione forte e interminabile... E’ stato il più bell’orgasmo della mia vita, eppure già prima mi consideravo sessualmente molto appagata.

Giovanna

Mentre il mio compagno mi massaggiava il punto G per un certo periodo avvertii solo qualche fitta qua e là, poi tanti formicolii e punture nelle dita delle mani e dei piedi. All’improvviso, però, iniziai a sentire nel bacino delle lievi ondate di energia che si propagavano verso l’alto. Intanto la pancia si ampliava acquistando sempre più spazio e un gran calore la riempiva tutta dentro, mentre mi saliva un’onda avvolgente fino alle spalle. Era piacevolissimo. L’unica pecca era la gola serrata, tanto che spostavo continuamente la testa sperando di creare un’apertura, invece rimaneva l’unico punto contratto nel mio corpo. Eppure, tutte queste sensazioni mi hanno stimolato delle percezioni profonde: a volte mi sentivo come in un’altra dimensione, dove potevo ricevere dei messaggi chiari sul mio modo di affrontare le cose, delle illuminazioni, dei momenti di assoluta consapevolezza.

© 2003 Maithuna srl